Florence Nightingale
La fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna è stata anche una pioniera nella rappresentazione grafica delle statistiche.

Nasceva in Italia il 12 maggio 1820 da una ricca famiglia inglese Florence Nightingale (1820-1910), pioniera della moderna assistenza infermieristica.  Il suo nome è legato all’Italia, esattamente a Firenze, sua città natale, così come lo è quello della sorella maggiore Parthenope, nata a Napoli.

Abituata ad una vita confortevole, in ambienti lussuosi e circondata da intensi affetti familiari, Florence aveva goduto, fin dalla più giovane età, di prestigiose relazioni sociali e di un percorso educativo di elevato profilo.

Parlava correntemente francese, italiano e tedesco, oltre al greco e latino classico. Era particolarmente abile negli esercizi di matematica ed affrontava con disinvolta preparazione discussioni su temi di storia e filosofia.

Nel 1838 viaggiò con la famiglia in Italia e Svizzera, per poi passare l’inverno a Parigi, incontrando amici francesi con cui condivideva una brillante vita sociale.

Al suo ritorno in patria si fece sempre più forte in lei la certezza di non esser destinata ad una vita matrimoniale e alle frivolezze sociali. Permeata da una forte fede cattolica, si sentiva enormemente gratificata quando aiutava, in modo spontaneo e disinteressato, gli indigenti e gli ammalati della sua zona di residenza.

Questa sua abnegazione era poco condivisa, se non ostacolata, dalle convenzioni sociali che la circondavano e dalle sollecitazioni di amici e familiari. Florence nutriva la certezza che nel mondo ci fosse da realizzare qualcosa di più importante di quel che le veniva costantemente suggerito dal suo ambiente privilegiato. Aveva venticinque anni quando decise di non sposarsi, nonostante la proposta di un ricco pretendente, e di seguire con devozione la sua missione laica di aver cura dei più malati ed inabili.

La famiglia provò a deviare la tenace insistenza della giovane organizzando un viaggio a Roma, dove fece amicizia con i componenti di una nobile famiglia inglese, gli Herbert. Questo fortunato incontro tornerà oltremodo utile nello sviluppo del suo percorso di formazione assistenziale.

In Italia la Nightingale non perdeva occasione di visitare gli ospedali ed informarsi sulla loro organizzazione. Era interessata in particolar modo alla qualità dell’assistenza sanitaria, fornita principalmente dal personale religioso dei vari ordini e congregazioni destinate alla cura dei malati.

Florence continuò a viaggiare in Egitto e Grecia nel 1849-1850. Si spostò quindi in Germania, dove studiò per due settimane l’organizzazione dell’Istituto Diaconale di Kaiserswerth, gestito dal pastore luterano Theodor Fliedner.  Con la sua famiglia, Fliedner assicurava la protezione fisica ed educativa delle donne indigenti allontanate da carceri, ospizi e manicomi.

Entusiasta dell’esperienza vissuta, nel 1851 Florence ebbe finalmente il consenso familiare per sviluppare nell’istituto tedesco un intenso percorso formativo nell’assistenza infermieristica. Una raffinata ed emancipata donna inglese impegnò dunque lunghe ore di duro lavoro per apprendere le tecniche ausiliarie di soccorso alle necessità dei malati. Nel 1853, senza alcun pregiudizio confessionale, si unì a Parigi alle Sorelle della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli per un periodo di confronto e perfezionamento.

Nel luglio-agosto dello stesso anno, rientrata in patria, venne chiamata a Londra a svolgere il ruolo di soprintendente dell’assistenza infermieristica nell’Establishment for gentlewomen during illness, situato nella prestigiosa Harley Street.

Sir Sidney Herbert, l’amico incontrato a Roma qualche anno prima, era Segretario di Stato per la guerra. A lui si rivolse Florence per essere inviata, a fine ottobre 1854, sul campo di guerra in Crimea (1854-1856). Scoppiato da molti mesi, quel conflitto vedeva contrapposta la Russia imperiale contro l’impero ottomano e l’alleanza franco-britannica, con una partecipazione di bersaglieri del regno sabaudo.

Le notizie riportate dal Times del 12 ottobre descrivevano la precarietà dell’assistenza sanitaria alle vittime inglesi del conflitto. Ottenuto il consenso ufficiale, Florence, con un nucleo iniziale di cinque infermiere cattoliche e anglicane da lei stessa formate, ed una dotazione di aiuti sanitari, arrivò il 4 novembre a Scutari – sobborgo di Costantinopoli – dove trovò sistemazione nella caserma Selimiye.

Seppur in deplorevole stato di organizzazione sanitaria, questa caserma  venne definita ospedale militare per le truppe britanniche al fronte, peraltro distante 500 km. Le condizioni igieniche erano orribili, senza acqua e fogne, con oltre 2.000 feriti in ambienti umidi e malsani, non ventilati, e spesso con i feriti sdraiati nel fango. Invece di tentare qualsiasi forma di attività sanitaria, Florence si impegnò subito in compiti di amministrazione ed organizzazione del lavoro del complesso sistema di ospedali di guerra sotto la sua diretta responsabilità: gli ospedali di Scutari, Balaclava, Castle e Monastery.

Il suo primo ordine fu: “Requisizione di 300 spazzoloni per pulire i pavimenti…” cui farà seguito l’impegno a tutti noto anche per l’ampia descrizione, spesso colorata ed agiografica, del suo servizio in Crimea.

Al ritorno in patria, la Nightingale raccolse la sua esperienza nel rapporto finale alla commissione sanitaria di guerra, che costituirà la base per la futura organizzazione dei servizi di assistenza in ospedali militari. Si raccomandava infatti igiene ambientale, acqua corrente e balneazione, sistemi fognari drenanti, ventilazione in ambienti ben illuminati, insieme a rigore di servizio e qualità assistenziale, con adeguata alimentazione e controllo delle parassitosi, per garantire la più elevata guarigione dei feriti e dei malati.

La stessa Nightingale fu colpita in Crimea da una forma di brucellosi cronica, un’infezione batterica mediata da animali domestici, che la perseguiterà per tutta la vita, costringendola ad un auto-isolamento fino alla morte (1910). Pur giacendo dolente nella sua residenza per lunghi anni, continuò ad interagire con le istituzioni scientifiche ed amministrative per pianificare nuove linee guida di formazione all’assistenza sanitaria: un vero modello di smart-working all’avanguardia!

L’incontro nell’autunno 1856 con William Farr (1807-1893), eminente medico esperto in statistica sanitaria e con responsabilità nel General Registrar Office, le offrì un significativo aiuto interpretativo della enorme mole di dati raccolti nella campagna di Crimea.

La capacità innovativa nell’interpretare e presentare i dati raccolti in zona di guerra, permise alla Nightingale di spiegare in modo efficace e convincente alle autorità militari perché i soldati morti per malattie in quei presidi ospedalieri erano in numero enormemente superiore a quelli caduti sul fronte di battaglia.

Inoltre dimostrava che il numero di soldati deceduti al fronte per malattie infettive, la cui prevenzione sarebbe stata possibile con un’adeguata igiene dei reparti di degenza, era di gran lunga maggiore dei decessi per infezione tra gli abitanti di una grande città britannica, anche in tempo di pace.

L’innovazione grafica e a colori nell’assemblare la mole di dati sanitari perché fossero facilmente letti ed interpretati anche da personale non esperto, permise alla Nightingale di produrre diagrammi che inizialmente chiamò ad ala di pipistrello (bat’s-wing)  per poi evolvere nella più nota torta a settori (detta con fantasia: la rosa di Nightingale), oggi definita in modo più appropriato, diagramma polare per aree comparate.

L’infografica innovativa odierna vede come antesignana la grafica statistica che consentiva alla Nightingale di offrire ai decisori militari i risultati della sua indagine metodologica, non solo per redigere statistiche utili per indirizzare gli interventi a tutela della salute pubblica, ma anche per interpretare fenomeni sociali misurati in modo obiettivo, con adeguate analisi matematiche.

Inoltre, la qualità descrittiva delle sue argomentazioni aveva il fine di suggerire le prescrizioni per guidare una riforma globale dell’assistenza sanitaria militare.

Particolarmente versata nello studio della matematica, la Nightingale fu la prima donna nel 1858 ad esser nominata nella Royal Statistical Society. A lei si deve l’aver codificato le basi della statistica sanitaria con modelli per comparare gruppi di dati ciclici. Oggi definiti istogrammi circolari, furono da lei chiamati diagrammi a rosa:  servivano a visualizzare più facilmente il numero di soldati morti per ferite rispetto all’enorme numero di decessi per le malattie infettive contratte nelle baracche sanitarie.

La giornalista e divulgatrice Harriet Martinau (1802-1876) presentò subito in un libro a stampa i diagrammi originali della Nightingale. Nel 1860, la  Nightingale partecipava all’International Statistic Congress proponendo di standardizzare la raccolta dei dati statistici ospedalieri, raccomandati dall’assemblea come modello uniforme per i diversi sistemi governativi.

Nel 1875 l’American Statistical Society le conferì il titolo di socio onorario. Le idee dell’astronomo e matematico belga Adolphe Jacques Quetelet (1796-1874 ) – talvolta suo ospite a Londra e spesso in reciproca corrispondenza – e quelle di Francis Galton (1822-1911) – antesignano della statistica nello studio delle scienze sociali – avevano strutturato nella Nightingale la certezza del vantaggio di applicare il metodo statistico alle scienze sociali.  Proprio a Galton scrive nel 1891 sull’utilità formativa programmando nel curriculum universitario una cattedra di statistica sociale.

Sarà merito di Karl Pearson (1857-1936), che introdurrà la formula del cofficiente di correlazione statistica ovvero distribuzione del Chi-square subentrando a Galton nella cattedra di Eugenica all’University College di Londra, di attivare nel 1911 il Dipartimento di Statistica Applicata. Pearson riservò un omaggio postumo all’eroina di Crimea identificandola come “profetessa” della statistica.

Il debito che si deve alla Nightingale non è solo quello, seppur  fondamentale, di aver qualificato con rigore l’assistenza infermieristica. È anche quello di aver costruito lo studio seminale di ciò che oggi è strutturato nella statistica, anche sanitaria, e che permette una migliore comprensione dei dati offerti dalla bioinformatica, indispensabile strumento di analisi delle sequenze genetiche virali.

Al nome della pioniera inglese è ora intitolato, ad est di Londra, il Nightingale Hospital, con funzione temporanea per le cure intensive da 500 fino a 4.000 pazienti eventualmente colpiti da Covid-19 ed in terapia intensiva presso altri ospedali territoriali. Affidato alle responsabilità congiunte di personale sanitario, civile e militare con il supporto di organizzazioni di volontariato socio-sanitario, l’ospedale è attualmente in stand-by e pronto a riprendere ogni attività in caso di nuove ondate epidemiche.

Riferimenti bibliografici

William Farr Miss Nightingale’s Notes on Hospitals, Medical Times & Gazette, 13 February 1864, 166-67

M. Eileen Magnello “The Passionate Statistician” in Sioban Nelson and Anne Marie Rafferty (eds.) Notes on Nightingale The influence and legacy of a nursing Icon. Cornell University Press, 2010 pp. 114-129

Harriet Martineau England and her Soldiers.   Smith,Elder & Co., London, 1859

Lynn McDonald Florence Nightingale: Statistics to Save Lives -International Journal of Statistics and Probability; Vol. 5(1); 2016, pp. 28-35

Florence Nightingale Diagram of the causes of mortality in the army in the East, in Notes on Matters Affecting the Health, Efficiency, and Hospital Administration of the British Army, 1858.

Florence Nightingale A Contribution to the sanitary History of the British Army during the late War with Russia. Harrison and Sons, London, 1859. J.W. Parker and Sons, London, 1859

Karl Pearson Life, Letters and Labours of Francis Galton, Vol II, Cambridge University Press, 1924 pp. 419-20. 

Alfredo Musajo-Somma, già docente di chirurgia plastica e storia della medicina dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha fondato e coordina l’attività del centro studi e ricerche ARTEMAS (archivio tematico museale delle arti sanitarie). Ha sviluppato esperienza clinica specialistica a Londra e l’innovazione in laser-chirurgia a Tel Aviv. Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche, è stato direttore di progetti di cooperazione scientifica a finanziamento europeo e coordinatore della commissione per l’assistenza all’estero della Regione Puglia. Oltre a numerosi premi nazionali, gli è stato conferito nel 2019 il Pauls Stradins Award dall’Università di Riga, Lettonia. È Treasurer della International Society for History of Medicine.