etimologia della gotta
Le etimologie mediche sono importanti, perché ci raccontano molto dell’origine delle malattie, della loro prima scoperta e descrizione, come pure dei progressi dell’arte medica stessa.

Chi si occupa di divulgazione scientifica inevitabilmente incontra utenti dei social media indaffarati a propagandare le tesi pseudoscientifiche più risibili.

Un aspetto che mi ha molto colpito e che credo sia stato, tuttavia, ignorato dalla maggior parte dei commentatori e analisti di fenomeni quali la pseudoscienza, è quello della costante ricerca di un fondamento antico, di una base storica quale giustificazione per teorie prive di alcuna logica, presentate in maniera assolutamente non rigorosa.

Una volta, ad esempio, mi è capitato di confrontarmi con un internauta il quale sosteneva che la parola “gotta” (malattia reumatologica causata da elevati livelli ematici di acido urico) derivasse dal verbo inglese “to get,” il cui passato remoto e participio passato sono “got.”

Secondo questa persona, trattandosi di un verbo di evidente derivazione germanica, questa sarebbe stata la prova di un elevato consumo di carni (comunque, è noto, storicamente associato all’insorgenza di gotta) da parte dei popoli germanici.

Al di là di siffatte corbellerie che possono tutt’al più strappare un sorriso, è bene ricordare l’etimologia della parola “gotta,” malattia cronica ancora importante ai giorni nostri (la sua prevalenza è compresa tra lo 0,1% e il 10% a livello globale) e dalla storia molto ben documentata.

Questa malattia colpiva soprattutto le classi agiate e nobili, tanto che finì per essere definita morbus dominorum et dominus morborum (“il morbo dei signori e il signore dei morbi”).

Essa deriva dal latino gutta, ossia “goccia,” dal momento che durante il Medioevo si riteneva, secondo la teoria umorale in voga all’epoca, che l’eccesso di uno di questi umori precipitasse sopra o scorresse dentro una articolazione causando dolore.

In numerose pubblicazioni scientifiche, il primo utilizzo del termine è attribuito al monaco Rodolfo Bocking (1197-1258), frate domenicano e cappellano privato di San Riccardo di Wych, vescovo di Chichester.

Gutta era stato però utilizzato anche in precedenza ad esempio da Thietmar, vescovo di Merseburg (976-1018), nella sua opera Chronicon e lo si ritrova anche negli scritti del francese Geoffroi de Villehardouin (1160-1213) o della Scuola Medica Salernitana, una delle più famose del Medioevo.

In buona sostanza, le etimologie mediche sono importanti, perché ci raccontano molto dell’origine delle malattie, della loro prima scoperta e descrizione, come pure dei progressi dell’arte medica stessa.

Bibliografia scientifica per approfondire:

Antonello A, Rippa Bonati M, D’Angelo A, Gambaro G, Calò L, Bonfante L. Gotta e rene tra XVII e XIX secolo. Reumatismo 2002; 54(2):165-171. 

Fornaciari A, Giuffra V, Armocida E, Caramella D, Rühli FJ, Galassi FM. Gout in Duke Federico of Montefeltro (1422-1482): a new pearl of the Italian Renaissance. Clin Exp Rheumatol. 2018;36(1):15-20.

Galassi FM, Borghi C. A brief history of uric acid: From gout to cardiovascular risk factor. Eur J Intern Med. 2015;26(5):373.

Kuo C-F, Grainge MJ, Zhang W, Doherty M.  Global epidemiology of gout: prevalence, incidence and risk factors. Nat. Rev. Rheumatol. 2015;11:649–662.

Neuwirth E. Milestones in the diagnosis and treatement of gout. Arch Intern Med (Chic). 1943;72(3):377-387.

Porter R., Rousseau G.S., Gout. The Patrician Malady. New Haven and London, Yale University Press 1998.

Medico e professore associato presso la Flinders University (Australia), studioso delle malattie nel passato e della loro evoluzione (paleopatologo), direttore del FAPAB Research Center (Sicilia), divulgatore scientifico e socio fondatore del Patto Trasversale per la Scienza.