Il sale nella dieta indebolisce il sistema immunitario
Un consumo eccessivo di sale abbassa le difese immunitarie antibatteriche. Lo rivela uno studio dell'Università di Bonn pubblicato su Science Translational Medicine.

Un’alimentazione con un ridotto apporto di sodio è spesso consigliata nei casi di ipertensione. Ma secondo una ricerca dell’University Hospital di Bonn, pubblicata su Science Translational Medicine, il consumo eccessivo di sale avrebbe ripercussioni negative anche sul sistema immunitario.

“Si ritiene che il sale sia solitamente immunostimolante. Noi invece abbiamo dimostrato che può indurre l’immunosoppressione,” Christian Kurts dell’Institute of Experimental Immunology di Bonn, ha detto a Med.Stories.

Secondo Kurts, che ha diretto lo studio, “il consumo di una quantità di sale anche doppia rispetto a quella consumata quotidianamente nei paesi occidentali compromette notevolmente la risposta immunitaria antibatterica.”

Ma qual è la quantità massima di sale che gli adulti dovrebbero consumare?

Meno di cinque grammi al giorno (2 grammi di sodio), circa un cucchiaino da caffè. È ciò che raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In realtà, i dati del Minisal-Gircsi e Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare indicano un consumo medio di sale in Italia di 10,6 g negli uomini e di 8,2 g nelle donne, ben superiore a quello raccomandato.

Il dato si riferisce a campioni di popolazione italiana di età compresa tra i 35 e i 79 anni, esaminati dal 2008 al 2012. Entro l’anno dovrebbero essere disponibili nuovi dati aggiornati, riferiti al 2018-2019.

La ricerca

I ricercatori hanno esaminato topi da laboratorio affetti da listeriosi, un’infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, solitamente dovuta all’ingestione di cibo contaminato.

Nella milza e nel fegato di questi animali, nutriti con una dieta ricca di sale, è stato rilevato un numero di agenti patogeni da 100 a 1000 volte superiore. In questi topi anche le infezioni delle vie urinarie sono guarite molto più lentamente

La ricerca ha poi coinvolto un gruppo di volontari, i quali hanno aggiunto sei grammi di sale alla loro normale dieta.

“Possiamo dire che i sei grammi aggiuntivi sono contenuti in due pasti fast food, ad esempio due hamburger e due porzioni di patatine,” ha spiegato Kurts.

Dopo una settimana, l’analisi del sangue dei volontari ha mostrato come la dieta ricca di sale avesse prodotto un indebolimento delle difese immunitarie antibatteriche.

I ricercatori hanno riscontrato un aumento dei livelli di glucocorticoidi, una classe di ormoni steroidei prodotti dalla corteccia surrenale. Questi inibiscono la funzione dei granulociti, il tipo più comune di cellule immunitarie nel sangue.

Secondo Arrigo Cicero, professore associato al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, lo studio “è interessante.”

“Il sale, quando assunto in eccesso, potrebbe interagire negativamente col sistema immunitario tramite almeno altri due meccanismi, oltre a quello ipotizzato e parzialmente dimostrato dai ricercatori,” Cicero ha spiegato a Med.Stories.

“Da un lato è noto che le diete ricche di sale potrebbero essere un fattore di rischio per lo sviluppo di insulino-resistenza e diabete di tipo 2, a loro volta associati ad alterazioni delle difese immunitarie. D’altra parte, ipotesi più moderna ed intrigante, l’eccesso di sodio nella dieta potrebbe agire come agente ‘tossico’ per alcuni ceppi batterici costitutivi del nostro microbiota fisiologico,” ha spiegato Cicero.

È importante precisare che lo studio dei ricercatori di Bonn riguarda la risposta immunitaria alle infezioni batteriche, non ai virus.

“Non posso rispondere all’inevitabile domanda sugli effetti di un consumo eccessivo di sale durante una pandemia virale – ha detto Kurts – In ogni caso, meglio consumarne una quantità normale.”

Med.Stories News Staff