Vaccini e Novax
Siamo tutti in attesa di un vaccino in grado di debellare definitivamente il coronavirus. Eppure, c'è già chi dichiara che non ne farà uso.

Uno degli aspetti più importanti del buon senso è la coerenza, intesa come adesione ferma ad alcuni aspetti della vita quotidiana, come relazioni, scelte lavorative e, soprattutto, la cura del proprio corpo.

La coerenza o, meglio, la percezione di questa, non sempre è espressione del buon senso, poiché essa non è sinonimo di correttezza. Si può “tranquillamente” essere coerenti anche negli errori ed insistere nella loro perpetuazione.  

Osserviamo questa perpetuata coerenza verso scelte scorrette anche in tempi in cui il buon senso dovrebbe imperare tra la gente, semplicemente per salvare la propria vita.

Di cosa parliamo?

Facciamo riferimento ad una pandemia in corso, quella che oggi tutti stiamo vivendo e che tutti dovremmo combattere con una ligia adesione alle regole comportamentali imposte dagli esperti della sanità.

Tuttavia, anche al tempo del coronavirus, la coerenza verso scelte disfunzionali continua ad avere la meglio nella mente di alcune categorie di persone. 

Siamo tutti in attesa che farmaci efficaci producano risultati. Soprattutto, si aspetta un vaccino in grado di debellare definitivamente il virus e, con esso, la paura che oggi alberga nella maggior parte di noi.

Eppure, c’è chi, per una forma di coerenza con sé stesso, dichiara che non farà uso del vaccino, quando questo sarà disponibile.  Parliamo dei critici dei vaccini, noti con il nome di NoVax.

Chi sono i NoVax

I NoVax sono coloro che affermano la pericolosità dei vaccini, ritenendo che le malattie possano essere debellate grazie alle moderne norme igieniche. Tutto ciò grazie ad un’ideologia che non si basa su alcuna evidenza.

Ma cosa spinge queste persone a rifiutare una cura anche davanti ad un pericolo come quello di una pandemia mondiale? Quale funzione ha questo essere coerenti con scelte disfunzionali che possono addirittura far perdere loro la vita?

Sembra evidente che ci siano implicazioni psicologiche ben rintracciabili in dinamiche che inquadrano questa coerenza, seppur disfunzionale, come il mantenimento di una certa economia mentale.

Festinger parlava di “dissonanza cognitiva”, ossia quel disagio psicologico che pone il soggetto dinanzi a convinzioni e comportamenti contrastanti tra di loro. La difesa verso questa dissonanza è così radicata da mantenere certe convinzioni anche al cospetto di un reale pericolo, come quello di contrarre un virus particolarmente aggressivo.

Il NoVax è orientato a difendere questa economia mentale che verrebbe meno se accettasse l’idea di modificare il proprio pensiero, anche davanti ad una pandemia. Ciò implicherebbe la messa in discussione di un intero apparato ideologico sul quale è stato investito tutto il proprio mondo rappresentazionale e comportamentale, fatto di diatribe con i familiari, lotte dialettiche sui social e, soprattutto, scelte pericolose come quelle di rifiutare i vaccini per i propri figli. 

Un tradimento profondo

Accettare di aderire ad una campagna vaccinale, anche per il nuovo coronavirus, darebbe al NoVax la percezione di un tradimento profondo verso la sua intera costruzione ideologica. Tutto ciò con relativa perdita, non solo di coerenza ma, addirittura, della propria stima.

“Ho completamente sbagliato fino ad ora!” Sarebbe questo il vissuto di una sorta di ferita narcisistica insostenibile.

In termini prettamente psicologici, il NoVax vivrebbe un vero lutto per la perdita del suo intero mondo rappresentazionale. Uno stress che avrebbe, addirittura, ripercussioni anche a livello psicosomatico.

Ed ecco che scatta la difesa e il radicamento ancora più marcato verso la propria convinzione. Ma come mantenere tale convinzione anche davanti all’evidenza dell’avanzare di un’epidemia che fa morti per davvero?

Un altro meccanismo di difesa viene in aiuto al suo apparato psichico, quello che Freud definì “difesa di negazione”, ossia un processo di vera e propria negazione del problema. L’autoconvinzione che, in fin dei conti, l’emergenza non è così pericolosa come viene raccontata dai media o che, addirittura, possa essere tutta un’invenzione delle case farmaceutiche per propinare un nuovo vaccino.

Ecco che il meccanismo di negazione viene in aiuto a questa coerenza interna, ma con degli effetti collaterali, ovviamente pericolosi per la collettività. Infatti, sempre per effetto di questa coerenza di fondo con sé stesso, il NoVax preferisce negare il pericolo e formulare tesi complottistiche, con la relativa non attuazione delle regole di contenimento decretate dai governi.

La negazione, in realtà, è solo una difesa al servizio delle proprie convinzioni, o anche delle proprie paure: dà l’illusione che, negando il problema, esso possa magicamente sparire.

Il processo di negazione è costruito dalla nostra psiche in occasione di un lutto, di un abbandono e di una perdita significativa, ma è anche attuato per difendersi dal doloroso rischio di perdere quel potente sentimento di coerenza con il proprio mondo di rappresentazioni.

Fonti:

Un mondo senza vaccini. La vera storia. F. M. Galassi. C1Vedizioni.

Vaccini complotti e pseudoscienza, a cura di A. De Vincentiis. C1Vedizioni

Il sonno della ragione.

Psicologo/clinico e psicoterapeuta. Ha insegnato come docente a contratto presso l’Istituto Universitario “Progetto Uomo” sponsorizzato dalla Università Pontificia Salesiana di Roma. Socio emerito del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è direttore della collana di divulgazione scientifica Scientia et Causa della casa editrice C1Vedizioni di Roma.